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LE PAROLE SUSSURRATE

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GLI ATTI SOSPESI

Durante le settimane più critiche dall'emergenza di COVID-19 non è stato possibile celebrare le cerimonie funebri per limitare la diffusione del virus; proviamo a chiederci che cosa abbia significato per le persone che hanno vissuto un lutto non poter chiudere un cerchio, non poter salutare i propri cari.

Ma che significato ha il funerale?

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CHE COSA FARESTI SE VINCESSI UNA LOTTERIA IN CUI OGNI GIORNO TI VENGONO ACCREDITATI 86.400 €?

Potresti averli solo a condizione di usarli tutti e non lasciare nemmeno un centesimo, in quel caso anche il giorno successivo avresti 86.400 € da spendere. Beh! Questa lotteria il premio in denaro non esiste. In realtà noi vinciamo ogni giorno quegli 86.400 che vengono “monetizzati” sotto forma di secondi di cui è composto un giorno.

S. Greco

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I MESTIERI LEGATI A THANATOS

La commemorazione del proprio caro è una esigenza umana presente da sempre ma mi chiedo: avere un simbolo, un oggetto, un qualche cosa che simboleggia la persona che abbiamo perso non rischia di cronicizzare il lutto?

M. Ricci

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ANTROPOLOGIA DELLA SEPOLTURA

La tomba, chiediamoci cosa rappresenta.

Non è solo il riflesso della memoria privata e familiare in cui giacciono “i resti di umanità” di cui si vuole conservare il ricordo, ma è un condensato di significati, un contenitore grazie al quale il defunto continua ad avere una vita sociale attraverso il ricordo.

M. Rossi

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DOVE ANDIAMO? L'ALDILA' NEL CORDO DEI SECOLI

La credenza in una vita dopo la morte ha spinto gli esseri umani a immaginare la forma dell'aldilà. Nella Divina Commedia Dante Alighieri immagina di compiere un lungo viaggio nelle tre dimore dei morti che, secondo la tradizione cristiana, compongono l'aldilà: l'inferno, il luogo dei dannati; il purgatorio, il luogo delle anime che espiano le loro colpe; e il paradiso, il luogo della beatitudine e della contemplazione di Dio.

L. Bianchi

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ECOLOGIA DEL LUTTO

Il lutto è una malattia?

E’ una domanda importante, e la risposta è NO. Questa parola, il no, libera perché se il lutto non è una malattia non va curata.

Quindi? Come ne esco?

Se ne esce da una strada difficile, quella della accettazione.

T. Marino

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QUANDO ”PER SEMPRE” É UNA CERTEZZA I NOSTRI 4 ZAMPE

Non sono solo “animali”.

Sono degli amici che non ci abbandonano mai, sono coloro che sanno avvertire i nostri stati d’animo, la nostra gioia come la nostra tristezza. Sono compagni di avventure e dispensatori di coccole. Sono amore incondizionato, sono un dare senza preoccuparsi del ricevere, credono in noi anche quando tradiamo la loro fiducia. Sono parte della famiglia, per alcuni sono come dei figli, per altri che vivono di vita sola sono compagni di vita, e sono compagnia e terapia per i bambini e i più anziani.

S. Greco

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I LUTTI NON RICONOSCIUTI

Esiste infatti, in ogni cultura, una sorta di gerarchia della gravità dei lutti, stabilita in funzione dell’importanza attribuita a ogni relazione. Siamo naturalmente, nell’ambito delle norme non scritte, e anche non dette, che tuttavia condizionano gli individui. Per fare un esempio, nel Seicento – quando la mortalità infantile era molto elevata e la rilevanza della famiglia di origine molto forte (la famiglia non era ancora nucleare) – la perdita di un bambino entro i dieci anni era considerata un evento avverso ma tollerabile; oggi, in una società in cui si fanno pochi figli e la mortalità infantile si è fortunatamente quasi azzerata, la morte di un bambino è vissuta come l’esperienza più insopportabile che si possa attraversare. Non si tratta solo di affermare che il dolore per la perdita di un figlio non era espresso nel Seicento, mentre può essere manifestato ai giorni nostri. È proprio la percezione del dolore che è diversa, perché è culturalmente determinata.

M. Ricci

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VUOTO E PIENO

Tutti hanno dovuto affrontare o affronteranno prima o poi un lutto.

Quando parliamo di lutto, si pensa subito alla morte di una persona cara, di un familiare o un amico. Penso si possa considerare un lutto anche la perdita del lavoro, l’abbandono di una casa, la fine di una relazione. È chiaro che si tratta di situazioni diverse ma penso che le riflessioni che andremo a sviluppare possano estendersi ad un concetto generale di lutto capace di abbracciare tutti questi aspetti.

È inutile girarci tanto intorno, chi ha perso una persona cara sa che ha provato dolore e sofferenza. Dolore, sofferenza, angoscia, disperazione, rabbia, sgomento, rimpianto, tristezza, paura, depressione, annichilimento…. Chi ha conosciuto il lutto sa cosa vogliono dire queste parole, chi più chi meno, secondo la propria sensibilità, secondo la propria capacità di esternare le emozioni o di tenersele dentro, secondo il proprio grado di consapevolezza

Gulli

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BUON PONTE AMICO MIO
La settimana scorsa ho dovuto dire addio ad una compagna di vita con cui ho passato 20 anni: la mia gatta Lola, detta Satana.
Era una isterica vecchietta magra e spelacchiata. Appena rientravo a casa si affacciava dalle scale che portano al piano superiore e “gracchiava”, si, non miagolava, gracchiava proprio.
Emetteva quel suono simile al verso delle rane, un po' perché era vecchia, un po' perché probabilmente era consapevole, seppur a modo suo, di creare fastidio, ansia. Era il suo modo per farti sentire in colpa perché avevi tardato o erano passate più di due ore dall’ultimo pasto elargito. Negli ultimi anni abbiamo avuto il sospetto che soffrisse di una sorta di Alzhaimer alimentare, mangiava e dopo un’oretta se ne era già scordata.

Cristiana

Argomenti: Testimonianze
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